Manifestazioni, scioperi della fame, incontri con i rappresentanti delle istituzioni: dopo mesi di proteste sull’assistenza domiciliare integrata l’associazione di volontariato Le Rondini di Carbonia chiede ancora che la politica mantenga i suoi impegni e garantisca il diritto alla salute.
“Abbiamo cercato in tutti i modi di far capire il nostro disappunto sui repentini cambiamenti del sistema di assistenza domiciliare integrata – si legge in una nota dell’associazione – anche con tanti incontri con il commissario straordinario della Asl 7 di Carbonia Antonio Onnis e con l’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru. Nonostante ciò, dopo ben sette mesi, ci ritroviamo a dover scendere nuovamente in piazza per cercare di vedere rispettati i nostri diritti. Pertanto martedì 27 ottobre dalle 10.30 i disabili della nostra associazione inizieranno un presidio permanente a Carbonia, in via Dalmazia, di fronte alla sede amministrativa della Asl 7.
Questa volta non scherziamo, non ci alimenteremo, non ricaricheremo i nostri respiratori e siamo senza riscaldamento. All’assessore Arru chiediamo a gran voce fatti.
Scioglieremo il presidio solo quando l’assessore farà una delibera in cui ci sia specificato che i malati gravi di terzo livello siano presi in carico esclusivamente dalle Unità di Rianimazione più vicine territorialmente, così come specificato nella delibera della Giunta regionale n. 10/43 del 2009 in cui la Regione differenzia la particolarità e la complessità degli interventi per quanto riguarda le persone affette da SLA e in ventilazione meccanica assistita. L’articolo 4.1 assicura che ‘è garantita la presa in carico e la continuità assistenziale attraverso l’integrazione con gli ospedali relativamente alla dimissione dalle Unità Operative di Rianimazione e Terapia Intensiva per i pazienti dell’area critica’.
Il comunicato dell’associazione Le Rondini ricorda che “dal 1 novembre partirà il nuovo progetto di Assistenza Domiciliare Integrata voluto dal commissario straordinario Onnis, in cui i pazienti tracheotomizzati in ventilazione meccanica assistita h.24 verranno considerati come pazienti terminali e seguiti dall’equipe di cure palliative invece che dalle Unità di Rianimazione: noi non ci stiamo. La stessa Costituzione italiana, all’articolo 32, riconosce che ‘La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
(Foto Giampaolo Cirronis)