“Il nostro interesse e la nostra responsabilità più importante sono di verificare cosa non ha funzionato ed evitare che si possano verificare fatti di questo genere. Quello che è accaduto è una vicenda triste e bruttissima, ci dissociamo completamente da comportamenti di questo tipo”. Lo ha detto il presidente nazionale dell’Aias, Salvatore Nicitra, arrivato in Sardegna dopo la bufera piombata sull’Aias di Decimomannu (Cagliari), per i maltrattamenti ai disabili psichici che hanno portato alla sospensione di 14 tra amministratori e operatori.
Oggi a Cagliari si è tenuta la Giunta nazionale dell’Aias e nel pomeriggio il presidente ha voluto fare personalmente un’ispezione nel centro finito sotto i riflettori. “Abbiamo la responsabilità morale per ciò che è successo e abbiamo la responsabilità di fare tutto ciò che è possibile per evitare che questo si ripeta nuovamente – ha detto -. Davanti a cose così crudeli è bene che si vada in fondo, ringrazio chi sta facendo le indagini. Il nostro interesse è quello che si abbia la massima chiarezza, che si capisca perfettamente e definitivamente cosa è stato, chi è stato. Chi ha responsabilità paghi, paghi pesantemente e non rimanga nemmeno una piccola zona d’ombra”.
È una presa di posizione chiara quella del presidente nazionale dell’Associazione. “Lo dobbiamo ai nostri assistiti, ai nostri soci, agli operatori onesti che sono certo sono afflitti da ciò che è successo e pagano le conseguenze di colpe non loro. L’Aias non è quello che si è visto in questi giorni”, ha detto ancora Nicitra garantendo che le strutture saranno sempre aperte ai familiari. “Se qualcuno ha impedito l’accesso ai familiari, paghi. I nostri centri sono aperti a tutti, le prime a vigilare sono proprio le famiglie”.
Intanto proseguono le indagini dei carabinieri. In questi giorni, oltre la denuncia fatta al programma Chi l’ha visto di Maurizio Onnis che chiede chiarezza sulla morte del fratello ospite della struttura di Decimomannu fino al 2012, stanno arrivando numerose segnalazioni ancora da valutare.
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